di Virginie Bezot*

La mia famiglia italiana

Sono partita per la Puglia a fine aprile da Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno, con la famiglia con la quale vivo durante i due mesi di stage che devo fare qui in Italia. La «mia» famiglia italiana è composta dai genitori Pio e Maria Vittoria e dalla figlia Cosetta. Ho avuto molta fortuna nel conoscere questa famiglia: sono molto gentili con me e mi hanno invitato ad andare con loro in Puglia, più esattamente a Locorotondo, che si trova a 10 chilometri da Alberobello, per festeggiare il novantesimo compleanno della nonna.
Io non sono brava con la lingua italiana, non avendola studiata prima di venire in Italia (conoscevo solo l’inglese e lo spagnolo) ma in questa famiglia non è stato mai un problema: abbiamo sempre trovato un metodo per capirci. E malgrado le mie difficoltà con la lingua, Pio, Maria Vittoria e Cosetta sono stati sempre molto comprensivi con me, integrandomi in quasi tutte le attività che facevano. Mi hanno anche insegnato a fare la maglia!

Alla scoperta del profondo Sud

Il tragitto per andare in Puglia (estremo Sud d’Italia, sulla sponda adriatica) era spettacolare, pieno di verdi colline. La bellezza del paesaggio rendeva il traffico più facile da sopportare. Il viaggio in macchina è durato poco più di tre ore. Siamo arrivati a Locorotondo che era già buio. La cosa che mi ha colpito di più della casa era il freddo pungente, oltre alla strana forma che aveva. La prima sera abbiamo mangiato, preparato i letti e dormito.

Svegliarsi in un trullo

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L’indomani mattina mi sono svegliata con il canto degli uccelli e la luce del sole. In Francia vivo in una residenza universitaria e generalmente mi sveglio con il rumore dei camion della spazzatura. Devo ammettere che è stato un risveglio molto più gradevole!
In casa continuava a fare freddo ma fuori c’era un gran caldo e un sole splendente: lo spessore dei muri è così ampio che il caldo non entra.
La notte precedente non avevo notato il tetto «speciale» della casa: aveva la forma di un cono e terminava con una sfera nella parte più alta. Queste abitazioni molto particolari sono conosciute in tutta Italia come «Trulli». All’interno la casa è spaziosa, divisa in diverse stanze che possono accogliere almeno 15 persone. Un giardino con olivi e fiori profumati colora l’esterno della casa. Guardo il paesaggio intorno a me e vedo che siamo in aperta campagna, con molti terreni coltivabili: tutto è molto bello e il mare è a soli 15 minuti da qui.
Dopo aver fatto colazione, Pio e Maria Vittoria hanno iniziato a pulire il giardino e tagliare il prato; in media vengono qui una settimana al mese, perciò il primo giorno c’è sempre molto da fare.

Locorotondo: una comunità accogliente e generosa

Finito il lavoro, ci aspetta un altro impegno altrettanto importante: fare visita ai vicini. E’ una cosa che mi è piaciuta molto e, malgrado non vivano qui tutti i giorni, hanno una relazione privilegiata con i vicini di casa.
I vicini sono contadini, ma come mai ne avevo visto in vita mia: fisicamente abbronzati, perché lavorano sempre all’aperto, le mani consumate dalla fatica. Sono stati molto ospitali con me; anche se di solito parlano in dialetto, per me parlavano in italiano per permettermi di capire quello che dicevano, verificavano sempre se avevo capito e se non avevo capito ripetevano, senza problemi. I contadini che ho conosciuto sono persone molto dirette: dicono ciò che pensano, anche se a volte si tratta di cose che possono non piacere ai loro amici. Per me è una qualità rara.
Mi hanno fatto assaggiare piccoli biscotti fatti in casa, veramente buonissimi: sono stati accoglienti e premurosi. Vedere i vicini è sempre un momento di festa: si prepara da mangiare per tutti, si chiacchiera e ci si diverte in compagnia.

Novanta candeline sulla torta

Il giorno dopo era il compleanno della nonna. In questa occasione ho potuto incontrare tutti i parenti più stretti della mia famiglia italiana: erano tutti simpatici, anche il nonno era molto divertente; prima di andare al ristorante mi ha fatto visitare il suo negozio e la sua casa. Casa sua è un appartamento costruito sopra il negozio. Cosetta continuava a dire al nonno di non disturbarmi con i suoi lunghi discorsi ma a me piaceva molto stare ad ascoltarlo: mi ha descritto tutti gli oggetti presenti in casa, mi ha descritto come ha costruito la porta e mi ha spiegato il significato dei quadri alle pareti. Era un piacere vederlo parlare con tanto entusiasmo ed energia della sua casa, della sua vita. Anche la nonna – la festeggiata – è stata gentile con me: mi ha dato dei consigli per perfezionare la mia tecnica per sferruzzare a maglia.

Il culto del cibo: una tradizione da condividere

Più tardi abbiamo pranzato al ristorante: le portate erano abbondanti e le pietanze saporite. La cucina per la mia famiglia e per i loro amici occupa una parte importante della loro vita: già il giorno prima si pensa a cosa mangiare il giorno dopo. E’ necessario avere prodotti di buona qualità, di preferenza di origine italiana. Finora ho visto solo le donne cucinare. Mi hanno spiegato che anche gli uomini cucinano, anche se nella mia famiglia e fra i loro amici non ho mai visto uomini ai fornelli; ma sono tutte persone adulte, forse per i giovani è diverso.

Italiano a suon di musica

Le cugine di Cosetta mi hanno suggerito un elenco di cantanti italiani. Le canzoni sono il metodo più divertente per imparare una nuova lingua. Miglioro anche parlando con la gente, poco a poco; più attività diverse faccio e più vario il mio vocabolario. E’ importante quando ci troviamo in un paese straniero non aspettare che la gente venga a cercarti. Tocca a te fare più cose possibili, come fare parte di un’associazione di canto, di teatro, di sport. Qui il calcio è molto popolare, soprattutto nella mia famiglia: quasi ogni sera guardano le partite in televisione. Tutti quelli che incontro mi domandano per quale squadra tifo.

Posso dire del mio viaggio in Puglia che è stato un fine settimana fantastico. Ho incontrato persone molto simpatiche, il paesaggio era magnifico, l’ambiente molto familiare e divertente.
Torno a casa con un ricordo molto bello.

* Virginie Bezot, studia in Francia, all’Università di Marsiglia. Il suo piano di studi prevede due mesi di stage all’estero, che ha trascorso nella redazione di EuropeME. Ci racconta com’è l’Italia, vista attraverso gli occhi di una ragazza nata nel 1989.