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E se la sorellina parte per l’Erasmus? Pillola numero 1: la valigia

05Mar09

E se la sorellina parte per l’Erasmus? Pillola numero 1: la valigia
di Marina Castellana
(Questo è il primo di una serie di suggerimenti scritti da Marina Castellana - ex Erasmus in Germania - alla sorellina partita anche lei per l’Erasmus)
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Sei lì con la valigia ancora a metà e ti sembra che i minuti, le ore, scorrano più veloci del solito, ma nello stesso non passino mai. Ti sembra passato un secolo dal giorno in cui hai saputo che saresti partita e, nello stesso tempo, potrebbe essere stato ieri. Ora non hai più le carte a cui pensare, l’application form, il learning agreement, gli esami. Hai solo da concentrarti e pensare a quello che ti servirà in sei mesi (forse un anno, prolungamento permettendo).

Perché non vorrai mica portarti dietro tutta la tua camera, no? Bisogna effettuare una selezione e portare con sé “solo il minimo necessario” come dicono tutte le buone guide e le più o meno sagge mamme. Quello che io ho da dirti è: porta con te solo quello che sei sicura non potrai trovare là. Ovvero: una caffettiera e un pacco di caffè, quando il primo finirà sarai costretta a bere le strane miscele che si trovano all’estero. Non dimenticare uno “stringi fiamma” perchè se il fornello è troppo piccolo la caffettiera non ci sta e per farla stare su hai bisogno di quel piccolo arnese per il quale potresti anche mettere a soqquadro tutta la città (v. tua sorella in “le mie prime due settimane in Germania”).

Altro stuff che non puoi trovare nel posto dove andrai: i tuoi libri preferiti. Prendine due, per sicurezza. Quelli che ti fanno più compagnia degli altri. Lo stesso vale per i cd: è vero che oggi salvi tutto sul pc e hai tutta la tua musica ma può capitare che hai ancora dei cd a cui sei particolarmente affezionata.

Documenti vari, in originale. Perché nel momento in cui ti serviranno sarà un problema avere le fotocopie senza l’originale, spesso non ti credono, ma forse in Spagna sono più flessibili che altrove (v. sempre tua sorella e la tipica irremovibilità dei tedeschi). Anche farteli spedire dall’Italia potrebbe essere un rischio non indifferente: 1. si perdono, 2. il ritardo con cui arriverebbero comprometterebbe il tutto.

I vestiti sono relativi: grazie ai signori della Hennes & Mauritz meglio conosciuti come EICENEM o ACCAEEMME, puoi rifarti il guardaroba con poco meno di cento euro. Ci sarebbero tante altre cose che vorresti portare con te  e che non sai proprio come riuscire a fare entrare là dentro. Ma preparare una valigia è un po’ come costruire la propria vita. Andando avanti non si può portare tutto con sé, qualcosa bisogna lasciarla, anche se a malincuore, perché non ci sta o perché c’è qualcosa di più importante in quel momento. Ciò non vuol dire che non la ritroverai più in là, quando magari pensando di averla persa sarai ancora più felice di ritrovarla.

“Fare la conta degli amici andati e dire ci vediam più tardi
…” (Ligabue – Guccini)

Dopo tutto questo processo, la tua valigia adesso è pronta, forse tu un po’ meno – anche se lo sei molto di più di quello che tu stessa pensi: è come se fossi in trance. Non percepisci quello che sta succedendo. Ti accompagnano alla stazione, saluti tutti, forse versi qualche lacrima, sali sul treno, poi sulla navetta e infine sull’aereo. Ma è solo quando l’aereo si stacca dal suolo che parti davvero. E le paure cominciano ad abbandonarti una ad una.

Buon viaggio!

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